Pordenone

SACILE - 20.224 abitanti - 25 m s.l.m.

La città dalla quale parte il Rally Piancavallo storico è la seconda della provincia, dopo il capoluogo, ed è la sesta della regione. Sacile è chiamata anche il giardino della Serenissima, in quanto nel 1420 fu annessa alla Repubblica di Venezia. Fu in questo periodo che conobbe uno sviluppo legato al traffico commerciale, sfruttando il fiume Livenza, importante via d’acqua per il trasporto di legname dai boschi del Consiglio, da inviare a Venezia per la costruzione dei palazzi. Nel 1809 cadde in mano austriaca, e vi restò fino al 1816, quando entrò a far parte del regno Lombardo-Veneto. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia. Sul suo territorio sorge la caserma intitolata al triestino e volontario irredentista Scipio Slataper. Fino al 1976 è stata la sede del Reggimento Fanteria Corazzata Garibaldi. Tra le peculiarità da ricordare, la Sagra dei osei, pluricentenaria. Si tiene fin dal 1274.
 

PIANCAVALLO – 1.267 m s.l.m.

Il rally deve molto alla località turistica alle spalle di Pordenone e viceversa. La sede di partenza e arrivo dagli anni Ottanta ha rappresentato un’occasione turistica per l’estate di Piancavallo ed un’eccellente ricaduta di benefici sul comparto alberghiero. La vocazione allo sci si fa risalire agli anni Sessanta. Tra i suoi primati, quello di essere stata la prima stazione a disporre di un impianto artificiale di innevamento. Negli anni Novanta faceva tappa la Coppa del Mondo di sci femminile. Ci fu anche il mondiale di Free Style, mentre, oltre al rally, in primavera ci fu l’arrivo del Giro d’Italia. Il palazzo del ghiaccio ospitò, in attesa della stagione invernale (a fine anni Ottanta) gli assoluti di pattinaggio a rotelle. Oggi è sede di un campus estivo della Federazione Italiana di Hockey e Pattinaggio. Attualmente la stazione dispone di 25 km di piste di sci alpino e di 26 per lo sci di fondo.

ANDREIS – 293 abitanti – 455 m s.l.m.

Un’antica leggenda narra di un pastore che si chiamava Andrea e che faceva pascolare le sue mandrie nella valle che oggi porta il suo nome. La storia dice che le prime popolazioni avevano origini celtiche. Il territorio è molto aspro, ricco di grotte e antri. La storiografia parla di un incendio della chiesetta nel 1682 con relativa ricostruzione. Oggi sul territorio comunale si può visitare il Museo civico d’arte e civiltà contadina.

BARCIS – 271 abitanti – 409 m s.l.m.

Al centro delle Dolomiti Friulane, si presume che Barcis prenda il nome dal provenzale “bacis” (bacino) per il fatto di sorgere in una conca. Inizialmente il paese si chiamava Cellis, distrutto da una frana nel 1314 e ricostruito sulle sponde del fiume Cellina. Il lago che caratterizza oggi il paese si è formato nel 1954 con la realizzazione della diga da parte dell’Enel. Tra i suoi cittadini celebri c’è Giuseppe Malattia della Vallata, poeta e scrittore, al quale è intitolato un premio letterario. Di pregevole interesse Palazzo Centi, del XVII secolo, costruito in pietra viva.

CAMPONE

È una frazione del comune di Tramonti di Sotto, resa celebre da una prova speciale del Rally Piancavallo. Tra le particolarità del tratto cronometrato, anche un lungo rettilineo. La chiesa parrocchiale ospita una tela del pittore feltrino Girolamo Turro (1689-1739); in essa sono raffigurati la Madonna del Rosario e i santi Domenico e Caterina. Il dipinto fu realizzato quando il pittore era ormai malato di mente e le figure ne sono testimonianza. Da visitare, un mulino ad acqua con ruota in legno.

CLAUZETTO – 404 abitanti – 599 m s.l.m.

Lo chiamano “il balcone del Friuli” perché la vista spazia sulla pianura della Destra Tagliamento. Nel 1976 il terremoto ha lasciato profonde ferite. L’impegno per ricostruire il tessuto abitativo è valso la medaglia d’oro al merito civile. Ad agosto c’è una tipica sagra dove degustare il piatto a base di polenta e formaggio salato, il tutto arricchito con erbe e funghi. Il territorio conta quattro frazioni e oltre 60 borgate, oggi non tutte abitate.

MANIAGO – 11.882 abitanti – 283 m s.l.m.

La storia ci ha tramandato una città che faceva da “porta” verso le montagne attraverso le vallate dei fiumi Cellina, Colvera e Meduna. Maniago era abitata fin dal Neolitico, mentre alcune tracce celtiche risalgono al 300 a.C. Il nome deriva dalla presenza romana, testimoniata anche dalla strada che da Concordia, San Quirino, San Foca e il guado della Cossana arriva a Maniago. Da qui punta verso la montagna. Dopo i romani ci furono i Longobardi, come si legge in un documento ufficiale di Ottone II di Sassonia. Oggi la città è famosa nel mondo per la produzione di coltelli. Nel 1998 è stato aperto il Museo dell’arte Fabbrile e delle Coltellerie.

MEDUNO – 1.709 abitanti – 313 m s.l.m.

Il suo territorio è la porta di accesso alla Val Meduna o Tramontina. La sua nascita viene fatta risalire ai secoli XI e XII d.C. Tracce romane sono state rinvenute nella frazione di Ciago. In frazione Navarons c’è il Museo Casa Andreuzzi. In esso si raccontano i moti risorgimentali dell’ottobre 1964 e i legami che il medico Antonio Andreuzzi aveva con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.

SPILIMBERGO - 12.054 abitanti - 132 m s.l.m.

Testimonianze sul territorio confermano che ci sono stati i romani, mentre il primo documento risale al 1120. In epoca più recente (1797) la città è passata all’Austria. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia. Sorge tra il fiume Tagliamento ed il torrente Cosa. La città è sede di un’importante realtà: la Scuola Mosaicisti del Friuli. Non a caso Spilimbergo è chiamata la città del mosaico. Qua sono nati Giovanni Battista Cavedalis e Leonardo Andervolti, entrambi protagonisti del Risorgimento.

PRADIS – 523 m s.l.m.

La frazione di Clauzetto è famosa per le grotte verdi, a Gerchia, che sono state create dall’azione corrosiva dell’acqua del torrente Cosa. Furono esplorate per la prima volta a metà del 1900. L’orrido è intitolato a Don Giacomo Bianchini, autore, nel 1921, di una poesia che ne celebra la bellezza. La cavità più grande è la Grotta della Madonna, oggi utilizzato per celebrazioni liturgiche. Alla fine di 207 scalini si giunge in fondo all’orrido dove c’è un Cristo in croce, opera del maestro Gatto di Treviso. Nel 1968 gli speleologi hanno nominato la grotta Tempio Nazionale.

POFFABRO – 525 m s.l.m.

Fa parte dell’elenco dei borghi più belli d’Italia. La sua architettura rurale lo ha reso famoso. Le mura in pietra a vista ed i ballatoi in legno sono autentiche testimonianze di architettura spontanea. L’etimologia del nome deriva da prafabrorum (prato dei fabbri) e se ne ha testimonianza in un documento del 1339. A Pian delle Merie c’è il santuario della Beata Vergine della Salute, eretto nel 1873. Oggi l’economia locale si basa sulla produzione artigianale. Per chi vuole assaggiare la cucina, da non perdere il frico, il formaggio fritto in padella.

TRAMONTI DI SOTTO – 456 abitanti – 366 m s.l.m.

Sorge nella valle che si chiama Val Meduna o Val Tramontina. La chiesa parrocchiale conserva un ciclo di affreschi che è considerato di grande interesse tra quelli che si trovano sulla Pedemontana pordenonese. Il tessuto abitativo del paese è caratterizzato da un’architettura spontanea fatta di archi e pietra viva. 

TRAMONTI DI SOPRA – 393 abitanti – 420 m s.l.m.

Ai piedi della salita verso Passo Rest (prova speciale del rally), Tramonti di Sopra offre numerose occasioni di escursione, tra le quali quelle di Forcella Caserata (m. 1.568) e Forcella Clautana (m. 1.432). Il monte Rest ha un’altezza di 1.782 metri e dalla vetta si gode di un ottimo panorama. La chiesa parrocchiale ospita un altare barocco in marmo multicolore.

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